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Types of Accommodation in Florence
You are looking for Accommodation in Florence, Tuscany, Italy. We are bringing you one step closer to finding your perfect accommodation solution.
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Giovan Battista Foggini - Firenze in Toscana
Atteggiamento critico verso l'ordine architettonico: Marcellini, si è visto, declama il sesto ordine "disordinato" e Giuseppe del Rosso, figlio di Zanobi, elogia la "facciata senza ordini di architettura" (1802). D'altra parte Filippo Bladinucci continua la tradizione teorica albertiana riproponendo l'idea dell'ordine ridotto a ossatura del muro. In architetture fiorentine del Sei e Settecento si delineano diverse soluzioni di riduzione dell'ordine architettonico a fasce prive di ornamenti, con risultati anche originali. I precedenti si possono rintracciare in opere romane di Raffaello e Giulio Romano (palazzi Alberini e Stati Maccarani), e successivamente in quelle di Vignola, Ammannati, Vasari e Buontalenti. Nel passaggio tra Cinque e Seicento, Santi di Tito e Cigoli contribuiscono a diffondere a Firenze la versione dell'ordine ridotto a cornice. Le cornici sono di pietra e prive di ornamenti e sull'involucro di intonaco disegnano, in palazzo Fenzi-Dardinelli (ultimi anni del Cinquecento), dei pannelli rettangolari inseriti tra le finestre, e nel cortile del palazzo "Nonfinito" (1604) una trama di linee allusive a un ordine gigante binato. L'opera di Foggini mostra che le due espressioni tettoniche fondamentali dell'epoca, l'ossatura e l'incrostazione, quest'ultima in forma di pannello o cornice, vengono esplorate come soluzioni possibili di una nuova architettura. Il palazzo per Donato Luigi Viviani (via Tornabuoni 15, angolo via della Spada), da lui realizzato ristrutturando delle case preesistenti, e terminato verso il 1695, si può infatti considerare uno degli esempi più significativi, e non soltanto all'interno delle esperienze fiorentine, dell'ordine ridotto a nuda ossatura. Della tradizione del bugnato resta traccia al pianterreno e nella soluzione dell'angolo. Ma le facciate ad intonaco sono nervate da membrature geometriche, che disegnano una trama regolare di campate dal forte e originale rilievo plastico, e priva di quegli ornamenti necessari a suggerire l'immagine di un ordine incrostato sul muro. Soltanto in corrispondenza dell'ingresso, la trama è interrotta per inserire un motivo parietale caratterizzato dalla presenza di modanature e individuato dal balcone. Per questo muro trabeato può valere quanto scritto da Alberti nel "De re aedificatoria": "essi ordini di colonne non sono altro, che un muro aperto e fesso in più luoghi". Soltanto alla fine del Settecento, e nel contesto culturale prussiano, sarà possibile ritrovare esempi di una analoga forza plastica nella configurazione di membrature parietali che non sono più né ordine architettonico né nervature di memoria gotica.
L'ordine ridotto a ossatura del muro o a cornice astratta viene variamente declinato nella prima metà del Settecento. Nella ristrutturazione dei due palazzi contigui Capponi e Covoni, in via Cavour, iniziata verso il 1734, l'architetto e ingegnere Luigi Orlandi realizza un cortile dalle facciate articolate in campate regolari, definite da membrature astratte e in rilievo, e in settori di tamponamento con, ognuno, una apertura. Al pianterreno la trabeazione è ridotta a una fascia che non poggia sui piedritti ma scorre sopra di essi, creando un gioco di risalti che disegna la conclusione del piedritto senza evocare il capitello. Questo gioco di risalti e di elementi soppressi stravolge il valore tettonico dell'ordine. Negli angoli del cortile i piedritti vengono ridotti a una esile nervatura, di memoria brunelleschiana. Per la sede della Libreria Marucelliana (1747-1751), voluta dalla disposizione testamentaria dall'abate Francesco Marucelli, - erudito, bibliografo e grande collezionista di codici e stampe -, e aperta al pubblico uso il 15 settembre 1752, una commissione costituita da ingegneri fiorentini prefersisce alla facciata preziosamente ornata del progetto di Giovanni Filippo Ciocchi, quella dell'architetto romano Alessandro Dori, sottolineando nelle motivazioni la corrispondenza tra essenzialità delle forme e staticità e economicità di costruzione. L'ordine architettonico è semplificato in una fascia priva di ornamenti (ad eccezione di una base atrofizzata), ottenuta incrostando lastre di pietra sul fondo d'intonaco. La porta principale è incastonata sul paramento di pietra, di cui sono espressi i soli solchi orizzontali e che, non rivestendo tutto il pianterreno, crea una articolazione parietale di membrature e apparecchiatura. La sala a doppio volume, voluta da Marucelli in forma "stanzone grande e magnifico", è coperta con volta unica, a lunette per praticarvi otto grandi finestre, e destinata alla conservazione e lettura dei libri. La presenza di questa sala viene simbolicamente espressa in facciata dalle astratte cornici unificanti due piani e impostate sul pianterreno.
Nella seconda metà Settecento, l'ordine astratto costituisce per l'architettura fiorentina una alternativa a quelli convenzionali capace di risolvere il disegno delle facciate con soluzioni informate a una economia di procedimenti di lavorazione. L'orientamento pragmatista delle iniziative di Pietro Leopoldo, le sue indicazioni per un rigore formale, concorrono alla diffusione di questo ordine astratto in cui viene identificandosi non più semplicemente una nuova forma di ordine, nella accezione proposta da Cigoli o Foggini, ma piuttosto il carattere utilitaristico dell'edificio. Occorre, afferma Leopoldo, "non lasciarsi impegnare a fabbriche superflue e grandiose" e non "spendere per spese di lusso. capricci, fabbriche inutili". La facciata del convento di San Marco, progettata da Bernardo Fallani (1781), e quelle degli edifici a fianco delle Scuderie Granducali, sempre in piazza San Marco, sono configurate quali astratte superfici d'intonaco disegnate da sottili cornici allusive alla trama di un ordine non più tettonico. Opere come la Fattoria Granducale alle Cascine, progettata da Giuseppe Manetti, e l'Ospedale di San Giovanni Battista, di Giuseppe Salvetti, confermano il simbolismo utilitaristico progressivamente assunto dall'ordine astratto.
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